L’alluvione di Soave e Monteforte from Renato Zanardo on Vimeo.
Troppo facile ora mandare generiche accuse, prendersela con lo “Stato” o con il “Governo”, lanciare minacce di ritorsioni fiscali verso Roma.
Troppo facile dimenticare i continui appelli dei tanti vituperati “ambientalisti”, gli studi di ricercatori e specialisti, gli allarmi di organismi preposti, le osservazioni di buonsenso di tanti cittadini.
I responsabili dell’alluvione che sta flagellando ampie aree della nostra provincia e del Veneto ci sono, hanno nome e cognome e li conosciamo tutti: 20 anni di amministrazione pubblica orientata a smantellare vincoli, tutele e organismi preposti a manutenzione e opere di mitigazione del rischio sul nostro territorio. Venti anni di speculazioni e di aggressione sconsiderata del territorio (ricordate Galan con l’allucinante visione di un Veneto come immensa città diffusa?) che adesso chiedono il conto.
Cosa possiamo fare, dopo aver aiutato in tutti i modi possibili le popolazioni a ritornare ad una vita dignitosa (tantissimi gli appelli per volontari)?
STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO non è uno slogan da ambientalisti, ma un grido di dolore per salvare il salvabile, riprendere buone pratiche di buon senso di pianificazione e interventi di riqualificazione e tutela.
STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO per ridare voce e strumenti ai bravi tecnici e alle competenze di eccellenza che tutto il mondo ci invidia, figure da troppo tempo emarginate da un sistema economico e sociale interessato esclusivamente ad investimenti finanziari di brevissimo periodo e poco interessati al bene comune.
Qualche amministratore ci sta provando ad andare controcorrente: Domenico Finiguerra, sindaco di Cassinetta di Lugagnano è uno di questi. Giovedì sarà ancora una volta a Verona (è stato recentemente ospite all’interessantissimo convegno di Valeggio per il recupero di Villa Zamboni) per spiegarci come si può amministrare senza consumare territorio, ma riqualificandolo e tutelandolo (ore 17:30 a Verona, Via Santa Maria in Chiavica, 7 – Sala Polivalente CTG; alle ore 20:45 in Valpolicella, Tenuta Pule di San Pietro In Cariano).







Solo un piccolo appunto: per favore non parliamo di territorio, altrimenti sembriamo come degli animali che debbono difendere il loro “territorio” dagli altri contendenti. Credo che sia meglio parlare di “difesa dalla cementificazione” oppure di “difesa dalla speculazione” oppure semplicemente di “difesa della terra”.
“Difesa del territorio” è una frase spesso utilizzata dalla Lega a cui però di lottare contro la cementificazione/capannoni/centri commerciali/autodromi/inceneritori/autostrade/trafori ulteriori e inutili sembra proprio che non importi nulla.
Caro Elia
Hai ragione: le parole sono importanti e rivendichiamo il diritto di riappropiarcene!
Noi aderiamo al movimento nazionale STOP AL CONSUMO DEL TERRITORIO (http://www.stopalconsumoditerritorio.it/) e il termine TERRITORIO non lo usiamo certo a caso: non solo suolo tracciato su una mappa bidimensionale, ma anche paesaggio, acqua, vita.
E per quanto riguarda la Lega, Zaia ha appena scritto(!) un libro dal titolo intrigante: \”Adottare la terra (per non morire di fame)\”. Almeno non ha ripreso la terminologia di Galan di \”Veneto città diffusa\”, ma aspettiamo il neogovernatore alla prova dei fatti: Motorcity e Venetocity davanti a tutti!