Domenica 19 febbraio 2012: Verona a piedi per una delle rare “domeniche ecologiche” con la città vietata alla auto per qualche ora.
Nelle stesse ore Verona raggiunge i 35 giorni di superamento dei limiti di legge del PM10, confermando Verona come una delle città più inquinate d’Europa.
In perfetta sequenza temporale, oggi 21/2/2012, mi arriva questa segnalazione da una amica. Non c’è proprio nulla da aggiungere… la stupidità umana è un virus impossibile da debellare.
E pensare che è oramai da 4 anni stiamo dicendo a tutti i veronesi (politici compresi, di destra e sinistra) che in provincia di Treviso abbiamo una risorsa preziosa per creare veramente una Provincia Virtuosa a Verona, capace di dare l’esempio a tutta Italia che Rifiuti Zero è possibile togliendo ogni possibile carburante agli inceneritori, liberarando il terreno dalle discariche e creando lavoro e ricchezza ecosostenibile sul territorio con nuove filiere alimentate da materia prima-seconda.
E pensare che noi parliamo di diritto alla cittadinanza digitale, un diritto per rendere accessibile a tutti gli strumenti per comprendere e per partecipare alla vita amministrativa delle proprie città, alla vita civile delle nostre Nazioni.
E’ bastato che Alberto Sperotto, presidente del comitato No Traforo di Verona, riuscisse finalmente ad avere un confronto dialettico diretto con l’assessore Corsi durante una audizione della commissione consigliare impegnata a valutare il progetto della variante autostradale delle Torricelle, per scoprire da una gaffe dell’assessore l’ennesimo rapporto segreto, pagato con soldi pubblici ma utilizzabile solo per scopri privati.
Troppo facile ora mandare generiche accuse, prendersela con lo “Stato” o con il “Governo”, lanciare minacce di ritorsioni fiscali verso Roma.
Troppo facile dimenticare i continui appelli dei tanti vituperati “ambientalisti”, gli studi di ricercatori e specialisti, gli allarmi di organismi preposti, le osservazioni di buonsenso di tanti cittadini.
Mario Zwirner di Telenuovo conduce questa puntata di Prima Serata dove si parla principalmente di Motorcity e Traforo.
Dopo aver dato del “picconatore” a Cesare Nicolis apre la trasmissione con:
“Prego Nicolis, cominci lei a sparare a zero su questi centri commerciali”
La puntata continua con un’imperterrita sbeffeggiata sull’impatto ambientale e sull’inquinamento, risaltando continuamente i posti di lavoro e lo sviluppo di questo mega progetto.
Lo spazio per costruire nuovi centri commerciali nel veneto è finito, lo dice la programmazione regionale, ma per l’autodromo si riesce persino ad andare in deroga.
Luca Salvi del circolo di Verona del Movimento Decrescita Felice segnala che stasera sarà ospite di Fabio Fazio aChe Tempo che Fa (RAI3) l’amministratore delegato della FIAT, Sergio Marchionne.
Luca lancia una proposta: mandiamo alla redazione del programma una domanda per Marchionne, proviamo a farlo parlare del futuro industriale della prima azienda italiana rilanciando la proposta di Maurizio Pallante di recuperare il progetto TOTEM di micro-cogenerazione distribuita, piano per altro recentemente messo in campo da Volkswagen.
Non possiamo avere come futuro industriale ancora automobili. Passate parola.
La favola del mercato che sistema tutto, della crescita infinita dell’economia e della ricchezza, dell’infinito contrabbando di risorse ambientali (terra/acqua/aria) da scambiare con denaro, anche a Verona, dopo anni di squallida propaganda, sta scoprendo le sue carte.
Dopo la notizia del bando per i nuovi forni per attivare l’inceneritori di rifiuti nell’impianto di Cadelbue (un debito di centinaia di milioni di euro pagato da tutti noi per i prossimi 25 anni all’imprenditore spagnolo Florentino Perez, senza includere i danni ambientali e sanitari), dal Corriere Online del Veneto arriva la notizia di un nuovo schiaffo alla nostra comunità, con l’aggravante delle deliranti dichiarazioni dei nostri votatissimi amministratori.
NIMBY. Not In My Back Yard. Un simpatico acronimo che sta ad indicare tutti quei fenomeni di opposizione alla costruzione di nuove opere di interesse pubblico motivati dalla paura dei possibili effetti negativi sul proprio territorio. Si tratta di un tema a mio parere molto interessante, e vorrei proporre qualche riflessione in merito.
Leggevo l’altro giorno il quinto rapporto del NIMBY Forum, un osservatorio gestito dall’associazione Aris che dal 2004 si occupa di monitorare a livello nazionale l’evoluzione di questo fenomeno. Visto che il rapporto finale non è disponibile a tutti, riporto per curiosità qualche dato, sperando di non annoiarvi.
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