E’ l’ospite più indesiderato alle feste del potere. Rigorosamente senza invito, si presenta armato di videocamera, megafono, cartelli, volantini, con un manipolo di amici fidati, a lanciare schizzi di verità e memoria sull’abito buono dell’interlocutore di turno. Dipinto dai media come un provocatore e un contestatore, apostrofato come irriverente rompicoglioni dagli oligarchi da lui interrogati e dai loro pasdaran, schedato dalle questure pur essendo incensurato, Piero Ricca è semplicemente un acuto giornalista free lance e un cittadino non rassegnato, che assesta salutari ceffoni ad un’opinione pubblica anestetizzata dall’etere televisivo.
AGGIORNAMENTO (16/09/2010): su Il Fatto Quotidiano firma per far eliminare i simboli di partito da ogni scuola, soprattutto se pubblica
Domenica siamo stati a Venezia. Gli amici dei GrilliVenezia hanno organizzato per il secondo anno la Festa dell’Informazione all’Arena del Parco Bissuola di Mestre. Una festa per tutto il MoVimento 5 Stelle Veneto che a Venezia quest’anno è riuscito nell’impresa di fare entrare in consiglio comunale Marco Gavagnin ed altri due amici nelle municipalità del comune.
Ma a Venezia domenica mattina è successa una cosa che ci ha davvero colpito; forse ieri abbiamo finalmente aperto gli occhi su una realtà che molti di noi non avevano ancora percepito completamente.
Venerdì 10 alle ore 10:30 in punto ovunque tu sia, qualunque cosa tu stia facendo
Perché l’hanno ucciso con nove colpi di pistola, ad Acciaroli.
Perché era un uomo e un sindaco con la schiena dritta.
Perché alle 11 lo seppelliscono, ma non vogliamo che seppelliscano i suoi sogni.
Perché non potremo essere lì, ma vogliamo che la sua famiglia senta forte il nostro abbraccio.
Perché dal minuto dopo continueremo il nostro impegno con più forza
Perché così abbiamo imparato ad onorare la memoria delle vittime innocenti delle mafie.
Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie
Da anni, voci solitarie di cittadini, giornalisti, coraggiosi pubblici ministeri provano a metterci in guardia dalle infiltrazioni mafiose anche nel ricco nordest e in particolare nel veronese. Additati come mistificatori, come millantatori di realtà immaginarie, querelati da amministratori chiamati in causa per riconosce e vigilare su fatti accaduti nei loro territori.
La “scoperta” dell’esistenza della mafia nel nord Italia sembra sia stata finalmente sancita (oggi 13/7/2010) anche dalla stampa nazionale. Finalmente certe smentite e tentativi di minimizzare il fenomeno posso essere archiviate come una brutta fase della nostra democrazia… O forse no? (ascoltate la risposta del ministro alla precida domanda del blogger sull’importanza del fenomeno mafioso sul Lago di Garda e nel veronese).
E p.c. Al Comando dei Carabinieri Stazione di Vigasio (VR)
Agli organi di stampa
Vigasio, 16 marzo 2010
ESPOSTO:per abuso di comunicazioni istituzionali (art. 9 della legge n. 28/2000)e di manifesti di propaganda elettorale fuori dagli stalli destinati alla campagna elettorale comunale.
Con riferimento alla legge in questione, riguardante il tema della “par condicio” e all’abuso di forme di propaganda fuori dagli stalli consentiti dalla leggeelettorale,
Venerdì 12 marzo alle 20.45 Massimo Ciancimino sarà a Verona, in Sala Civica Eriminio Lucchi (Piazzale Olimpia, zona stadio), per un incontro-intervista con il candidato indipendente dell’Italia dei Valori al Consiglio Regionale VenetoBenny Calasanzio, giornalista e blogger. Massimo è il figlio di Vito Ciancimino, sindaco mafioso di Palermo per anni braccio politico dei corleonesi di Totò Riina. Con le sue dichiarazioni al processo Mori, Ciancimino sta aiutando la magistratura a fare luce sullo scellerato patto che pare sia intercorso tra lo Stato e cosa nostra nei primi anni 90. Il testimone di giustizia, tra l’altro, sta raccontando agli inquirenti dei presunti investimenti del padre nel complesso edilizio Milano 2, creato da Silvio Berlusconi, e dei legami tra cosa nostra e il senatore del Pdl Marcello Dell’Utri. Proprio in questi giorni il Procuratore Luca Tescaroli ha chiesto una sua deposizione al processo sulla morte del banchiere Roberto Calvi, circa i rapporti tra suo padre e lo stesso Calvi.
In una lettera aperta, inviata al questore di Milano per informarlo di un fermo abusivo di polizia di cui fui oggetto nel gennaio 2005, ho ritrovato una mia auto-presentazione. Può andar bene, per adesso.
“Due parole su di me ora. Sono un cittadino incensurato. Non ho mai compiuto un gesto di violenza. Ho sempre rispettato le leggi. Da anni sono impegnato politicamente, in modo trasparente e nonviolento, in mezzo ai movimenti della società civile, per difendere la mia idea di Democrazia Costituzionale. Ho il vizio di interpellare i potenti richiamandoli alle proprie responsabilità, e il vanto di risponderne sempre in prima persona. Ogni mia iniziativa civile muove dall’esigenza di esprimere a pieno la mia libertà di pensiero ed è in definitiva ispirata al concetto fondante del primato della legge e al valore della testimonianza della verità. Ciò detto, le domando: perché vengo trattato come un sovversivo?”.
In questo assordante silenzio della politica veronese/veneta intorno al faraonico e assurdo progetto del Motorcity (sono tutti presi a “posizionarsi” per le imminenti elezioni regionali), Benny Calasanzio pubblica sul suo blog una inchiesta sulla Coopsette, la società che costruirà questo impianto:
(…) l’enorme autodromo-centro commerciale- polo scientifico che dovrebbe ospitare anche gli eventi di Formula 1 e della MotoGp: ad alcuni sembra già di vedere nei ristoranti di Vigasio e di Trevenzuolo Valentino Rossi o Louis Hamilton alle prese con risotti al tastasal e salami immersi in calda polenta. Parliamo di una struttura che ha pari solo nella ricchissima terra di Dubai e che sorgerà nella modesta Bassa, con tanto di caselli autostradali dedicati e incremento dei turisti del «milione per cento».
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