ULTIM’ORA (30/09/2009 ore 19:30): Ancora atrazina nei rubinetti di Alpo Dossobuono Rizza e Caluri (comune di Villafranca di Verona)!
AGGIORNAMENTO (07/09/2009): Nuovo sequestro di prodotti chimici vietati sempre a Cerea. Ripeto: APRIAMO GLI OCCHI!!!
Ciclicamente nei pozzi che alimentano i nostri acquedotti compare l’atrazina. Il trattamento con carboni attivi garantisce la potabilizzazione (a parte il caso di Alpo di Villafranca del 2005: quella volta i filtri non c’erano e l’atrazina è finita nei rubinetti). Ma come mai questa sostanza è ancora in giro dopo tanti anni di esclusione dai trattementi ammensi in agricoltura?
“Dobbiamo convivere con il passato, l’atrazina non è più utilizzata da decenni in Italia ma ci sono accumuli sottoterra che la rilasciano in caso di precipitazioni abbondanti”. “Ora ci sono prodotti diversi, più efficaci e meno dannosi”
Queste le giustificazioni fornite dagli “addetti ai lavori” (a proposito: siamo ancora in attesa di risposta da Acque Veronesi sugli accordi presi nell’incontro avuto con il Direttore Generale lo scorso 12 novembre 2008 che prevedevano una maggior trasparenza sulle analisi eseguite sull’acqua) . Fino ad oggi appunto!
Adesso basta: non si può continuare ad inquinare per ottenere delle produzioni che poi (e qui siamo all’assurdo) il mercato non ti paga!
Produrre senza l’abuso della chimica si può e i consumatori premiano gli agricoltori che scelgono di cambiare strada.
Anche a Verona! (vedi il caso del successo delle pesche bio nell’anno della crisi nel veronese e l’esperienza della riconversione di terreni e produzioni da convezionale a biologico della cooperativa Ca Magre di Isola della Scala)
Carlo Reggiani
Gazzettino 28-08-2009 sezione: NORDEST
Verona. Blitz dei Nas, sequestrate
10 tonnellate di erbicida cancerogeno
Sequestrato deposito di Cerea. Prodotto a base di atrazina, sostanza vietata dal ’92 perchè pericolosa per la saluteVERONA – I carabinieri dei Nas di Padova hanno sequestrato in un deposito di Cerea (Verona) 10 tonnellate di un erbicida – proveniente dalla Spagna – a base di atrazina, un principio attivo molto usato in passato nelle culture cerealicole, ma vietato dal 1992 con Ordinanza del Ministero della Salute in quanto sospetto agente cancerogeno e potenzialmente in grado di provocare gravi inquinamenti delle falde acquifere.Nell’ambito della medesima operazione, sono stati sottoposti a sequestro anche 820 litri di prodotti fitosanitari classificati come “nocivi”, mai assunti in carico nel relativo registro come prescritto dalla normativa vigente. Il valore dei prodotti sottoposti a sequestro ammonta a oltre 350.000 euro.Nel primo semestre del 2008 i carabinieri dei Nas hanno svolto 926 ispezioni nei confronti di aziende di produzione e commercio di fitosanitari (con un aumento del 10% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente), rilevando 325 irregolarità penali e amministrative e segnalando alle autorità competenti 200 persone (di cui 10 arrestate). I militari hanno inoltre chiuso 24 strutture per gravi irregolarità amministrative e di sicurezza. Nello stesso periodo sono state sequestrate oltre 400 tonnellate e 22.000 confezioni di fitosanitari, per un valore totale di 4 milioni e 400.000 euro.








E poi…propagandiamo di bere l’acqua del sindaco?
Siamo proprio sicuri dell’affidabilità e della frequenze dei controlli analitici?
Elìa
Ho letto il tuo post che ritengo parecchio interessante.
Devo però aggiungere una cosa che riguarda i mercati di Villafranca, Sommacampagna, Bussolengo/Pescantina e Valeggio.
Questi esistono mercati importanti per il frutto della pesca, prodotto che, a parte Bussolengo e Sommacampagna, sono destinati all’esportazione.
Solo a Villafranca, si producono più di 100.000 q.li di pesche e ci sono circa 7/800 produttori che si sono dovuti “adeguare” alle regole di mercato per sopravvivere.
E’ vero che, se si produce biologico, probabilmente si spunta un prezzo migliore ma le grosse catene di supermercati non chiedono questo e molta gente, purtroppo, è ancora insensibile alle coltivazioni biologiche.
Inoltre i produttori (che quest’anno sono stati particolarmente danneggiati essendo stati liquidati con un prezzo medio di circa 20 centesimi al kg) fanno fatica ad investire perchè la pesca è un frutto molto delicato e produrre ecologicamente vorrebbe dire avere un alto scarto produttivo.
Secondo me, una volta per tutte, servirebbe una classe politica più sensibile che imponesse, per il bene di tutti, la coltivazione biologica e controlli più severi.
Inoltre consigliare ai contadini della “domenica”, che coltivano perchè altrimenti lasciano i terreni incolti, di specializzarsi (con corsi e patentini di autorizzazione) oppure fare qualco’altro.
Vorrei rispondere a Elia e a tutti quelli che hanno ancora dei dubbi per l’acqua in bottiglia. Avete visto ancora riportato sull’etichetta della bottiglia quanti pesticidi vi sono all’interno? Potete vedere quanti metalli pesanti? Potete vedere quante polveri sottili ingeriamo?
Pensate che la plastica sia un buon contenitore per conservare l’acqua specialmente d’estate e magari sotto il sole?
Quando fate la pastasciutta mettete l’acqua in bottiglia? Al vostro orto date l’acqua in bottiglia?
Abbiamo capito quanti controlli vengono fatti sull’acqua del sindaco più di 40.000 all’anno, consumare l’acqua del nostro rubinetto e invitare la popolazione a farlo non è un invito al suicidio. Certamente la nostra acqua può avere valori più alti sotto alcuni elementi dell’acqua “Altissima Purissima etc…” ma questo può esonerarci dal pensare sempre e solo al nostro orticello?
Bere l’acqua in bottiglia equivale a dire: “Chi non può permettersi questo lusso si arrangi”. Io invece dico che è ora che Acque Veronesi tiri fuori le analisi, che se i controlli funzionano e il cittadino ha la facoltà di vedere che è cosi tutti questi dubbi sparirebbero, insieme all’inquinamento che porta fare la scelta di acquistare la bottiglia e senza contare tutta la plastica che va a finire in discarica o magari bruciata negli inceneritori.
[...] del supermercato? Io credo nel biologico, i controlli ci sono e anche se a volte non funzionano come può essere anche per l’agricoltura convenzionale, credo che se una persona vuole andare oggi a consumare un prodotto di qualità, oltre che fidarsi [...]
[...] Era già successo nella primavera del 2005: ordinanza di divieto per uso potabile dell’acqua nelle frazioni nord di Villafranca a causa della presenza di atrazina nell’acqua nei pozzi della zona. [...]