Piano casa: rendiamolo una vera occasione per “cambiare gioco”
Il Governo ha messo in campo la sua ricetta per affrontare la crisi economica: sostegno all’economia per fronteggia la crisi attraverso il sostegno all’edilizia, comparto da far ripartire. Il tutto prevedendo corsie preferenziali fatte di deroghe a norme urbanistiche, piani regolatori, pianificazioni territoriali; corsie da realizzare dalle Regioni con emanazione di leggi ad hoc da recepire da ogni singolo consiglio comunale (vedi dossier su accordo stato-regione dello scorso 31 marzo 2009).
In Italia abbiamo costruito tantissimo negli ultimi decenni. Il settore edilizio ha avuto una esplosione senza precedenti negli ultimi anni, troppo spesso operando in un contesto di speculazione e poca attenzione alla normativa antisismica, di risparmio energetica, di sicurezza degli impianti. Il risultato? Il nostro patrimonio edizilio consuma una enorme quantità di energia prodotta da fonti fossile: le bollette pesano sulle tasche dei cittadini e le nostre città sono responsabili di buona parte della produzione di gas responsabili dei cambiamenti climatici e dell’inquinamento. Non abbiamo bisogno di una nuova colata di cemento (sicuramente in grado di aumentare il PIL, sia chiaro), ma di un intervento straordinario in grado di incidere al più presto sui consumi energetici delle nostre case, puntando a centrare in tempi brevi obiettivo CONSUMI ZERO.
In Veneto non abbiamo bisogno di consumare altro territorio, ma di intervenire al più presto sugli edifici esistenti e sulle aree da riqualificare ponendoci degli obiettivi importanti. Una operazione da eseguire nella certezza della legalità e senza ulteriori condoni.
I consigli comunali hanno una possibilità per sfruttare questa occasione: per rendere applicabile il Piano Casa è necessario che ogni singolo consiglio comunali approvi un regolamento attuativo.
Qualche amministratore ci sta provando. Non perdiamo altro tempo: cambiamo gioco!
Piano Casa per Portogruaro. Proposte di ulteriori limitazioni e modalità di applicazione
OBIETTIVI GENERALE: Ogni cittadino deve avere la possibilità di VIVERE (abitare, lavorare, spostarsi e ricrearsi) nel nostro territorio, BENE e in PACE.
Obiettivo specifico 1: (Il diritto ad abitare). Relativamente all’abitare, ogni cittadino deve avere la possibilità di usufruire di uno spazio residenziale dignitoso possibilmente rapportato alle sue possibilità economiche e comunque garantito anche ai cittadini senza reddito oppure con basso reddito.
Obiettivo specifico 2: (Il suolo è una risorsa). Il diritto ad abitare deve avvenire senza ulteriore consumo di suolo.
Obiettivo specifico 3: (Costruire bene). Il diritto ad abitare deve essere accompagnato dalla qualità delle abitazioni e di tutti gli immobili costruiti o da sistemare.
Obiettivo specifico 4: (Costruire sostenibile). Il diritto ad abitare deve essere sostenibile inteso come ciclo produttivo che prevede un equilibrio fra le risorse naturali usate e quelle prodotte.
Obiettivo specifico 5: (Costruire a costi ridotti). Il diritto ad abitare può essere esercitato se i costi delle costruzioni da eseguire, da acquistare o da usare in affitto sono ridotti.
Obiettivo specifico 6: (Costruire nella legalità). Il diritto ad abitare deve essere esercitato usando immobili legali, con le relative autorizzazioni amministrative e certificati di abitabilità e o agibilità.
Obiettivo specifico 7: (Vivere con legalità). Il diritto ad abitare deve essere esercitato impedendo l’uso di immobili abusivi e la formazione nel processo produttivo di evasione fiscale.
- Il Piano casa deve perseguire il raggiungimento degli obiettivi sopra indicati.
- Il comune propone ulteriori limiti e modalità di applicazione delle norme del Piano con lo scopo di raggiungere gli obiettivi sopra riportati.
- Per raggiungere gli obiettivi sopra indicati bisogna svolgere le sottoelencate azioni:
A: Richiedere, a prescindere dall’intervento, alla fine dei lavori, l’agibilità dell’intero edificio, comprensiva di accatastamento, autorizzazione allo scarico fognario, certificazione energetica e sismica.
B: Applicare la possibilità di demolire e ricostruire solo per:
1- edifici fatiscenti;
2- non più compatibili con le zone del piano regolatore;
3- all’interno di aree di degrado.
C: Escludere da qualsiasi premio di costruzione gli immobili ubicati su aree pubbliche (demanio ecc.) e o di uso pubblico.
D: Escludere da qualsiasi premio di costruzione gli immobili ubicati su area agricola non condotti da imprenditori agricoli a titolo principale:
E: Escludere da qualsiasi premio di costruzione gli immobili ubicati su aree vincolate.
F: Escludere da qualsiasi premio di costruzione gli immobili ubicati nel centro urbano di Portogruaro perchè già densamente edificato.
G: Richiedere, a prescindere dall’intervento, alla fine dei lavori, la messa in sicurezza sismica dell’edificio con relativa certificazione.
H: Applicare la possibilità del premio di costruzione per gli edifici che comunque, globalmente, abbiano, al termine dei lavori i seguenti valori massimi di prestazione energetica:
1- Residenza: 30 Kwh/mq x anno;
2- Produttivo: 15 Kwh/mc x anno;
3- Servizi, commeriale e direzionale: 10 Kwh/mc x anno.
I: Applicare la possibilità del premio di costruzione per gli edifici che comunque, globalmente, abbiano, al termine dei lavori un punteggio pesato di sostenibilità edilizia almeno pari a 2;
L: Escludere da qualsiasi premio di costruzione gli immobili inseriti in piani attuativi già approvati;






Direi che è semplice, corretto e lineare.
E’ un documento che stava già girando negli ambienti del Movimendo Decrescita Felice, dove è stato accolto con entusiasmo.
Francesco
MDF Verona
Il piano casa verrà presentato a Villfranca? Se si, Da quale gruppo?
Francesco
MDF Verona